Psicomotricista o psicologo per bambini? Differenze e sinergie

Una delle domande più frequenti dei genitori è:

“Che differenza c’è tra psicomotricità e psicologia?”

La risposta è semplice: non è questione di scegliere uno o l’altro, ma di capire il bisogno del momento e il tipo di accompagnamento che può essere più adatto.

Due approcci, due strumenti

Il lavoro dello psicologo si concentra sull’ascolto attraverso la parola, sull’osservazione delle dinamiche familiari e delle emozioni più profonde.
Lo psicomotricista, invece, utilizza il corpo, il gioco, il movimento come strumenti di relazione.

Quando può essere utile uno, quando l’altro?

Se il bambino ha voglia di parlare e raccontarsi, lo psicologo può essere la figura giusta.
Se invece esprime molto con il corpo, il disegno o il silenzio, la psicomotricità può aprire uno spazio di comunicazione diverso.

Lavorare insieme

Nel mio lavoro, mi capita spesso di collaborare con psicologi dell’età evolutiva.
Ognuno porta uno sguardo diverso, ma complementare.
Quello che conta è mettere al centro il benessere del bambino.

Conclusione

Non c’è una figura “migliore”. C’è la possibilità di costruire percorsi su misura, che partono sempre dall’ascolto.
Se hai dubbi su quale strada sia più adatta a tuo figlio, possiamo parlarne insieme, senza impegno.

👉 Scopri di più sulla psicomotricità leggendo: Cos’è la psicomotricità: come il gioco e il corpo accompagnano la crescita del bambino

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